| Term | Definition |
|---|---|
| Coefficiente di dilatazione termica lineare |
Nell'intervallo tra +20 e +220°C il coefficiente di dilatazione del vetro (8,5-9.10-6) significa ad esempio che una lastra lunga 2.000 mm, la cui temperatura viene aumentata di 30°C, si allungherà di circa 0,5 mm e che una differenza di 100°C può far dilatare di 1 mm una lastra lunga 1 m. |
| Depositi superficiali |
Procedimenti di trattamento superficiale, utilizzati sia per i vetri riflettenti sia per i basso-emissivi, basati su due diverse tecnologie, il processo pirolitico a caldo, ed il processo di deposizione a freddo, detto magnetronico, e su una ampia varietà di materiali metallici impiegati. Si possono citare anche altri processi di deposizione fisica in fase vapore, anche se attualmente molto meno diffusi: una sublimazione del materiale metallico sotto vuoto spinto con successiva condensazione sul vetro oppure una placcatura ionica, consistente in una ionizzazione del materiale metallico e accelerazione contro la superficie del vetro, mediante bombardamento ionico. |
| Disidratanti |
Nell'intercalare metallico tra le lastre costituenti il vetro-camera, o quando questo manca, nel primo strato elastico del giunto, viene posta una sostanza che ha lo scopo di adsorbire l'umidità dell'aria o del gas, che era presente al momento dell'assemblaggio o che può essere penetrata per diffusione, e gli eventuali vapori dei solventi presenti nel sigillante o provenienti dall'ambiente di assemblaggio. Le sostanze utilizzate sono generalmente il gel di silice e i cosiddetti setacci molecolari. E' comunque importante scegliere l'adsorbente più adatto, anche in relazione alle condizioni di temperatura e di pressione esterne e alle dimensioni del vetro-camera: si può affermare che i migliori sono attualmente il gel di silice e la zeolite di sodio e potassio. Secondo il tipo utilizzato si può giungere a punti di rugiada tra -40 e -70°C. |
| Durezza |
Il valore di 6,5 secondo la scala di Mohs pone il vetro tra l'ortosio (6) e il quarzo (7). Il vetro può quindi essere rigato dal quarzo (o sabbia), ma generalmente viene tagliato da una punta di corindone o di diamante, materiali ancora più duri. La sua notevole durezza gli conferisce un'ottima resistenza all'abrasione e gli permette di conservare nel tempo la trasparenza e la brillantezza iniziale. |
| Effetto di coincidenza |
Fenomeno che si verifica ad una particolare frequenza, detta appunto frequenza di coincidenza fc. Quando l’onda generata (flessionale) ha velocità pari alla velocità del suono nel particolare materiale che costituisce la lastra, quest’ultima risulta "trasparente" all’onda incidente. Nell’intorno di questo valore, l’effetto di coincidenza si manifesta con una perdita del potere fonoisolante fino a 15÷20dB rispetto al valore teorico prevedibile con la legge di massa. |
| Effetto di risonanza |
Si consideri una lastra piana incastrata ai bordi; eccitando in un modo qualunque tale lastra, essa entra in vibrazione ad una frequenza particolare, detta frequenza fondamentale naturale, che dipende sia dalla massa sia dalla rigidità flessionale della struttura. Il fenomeno si verifica quando ad un sistema vengono trasmessi impulsi con frequenza uguale alla frequenza di vibrazione del sistema stesso , di conseguenza esso oscilla con oscillazioni di ampiezza massima. |
| Emissività |
Rapporto tra l'energia emessa dalla superficie e quella che emetterebbe il corpo nero avente la stessa area, alla stessa temperatura: i valori possono variare da O a 1. Un vetro basso-emissivo tipico presenta un valore di 0,1, con una trasmissione luminosa TL dell'82%, nel caso di uno spessore di 4 mm. |
| Indentazioni di Griffith |
Si ritiene che la superficie di una lastra di vetro sia ricoperta da minuscole fessure, invisibili perfino al microscopio; quando il vetro è sottoposto ad uno sforzo la sua rottura si innesca da una fessura, sotto una sollecitazione molto inferiore (anche di 1000 volte) a quella teoricamente necessaria per la rottura del materiale. Le fessure sono distribuite in modo casuale e ciò spiega la notevole variabilità delle proprietà meccaniche del vetro: la sua resistenza dipenderà di volta in volta dal numero, dalla larghezza e dalla profondità delle fessure che si trovano nel punto in cui viene applicato lo sforzo. Nel caso di un vetro tirato, passato cioè attraverso dei rulli, la superficie si dimostra molto più danneggiata rispetto a quella di un vetro float, la cui faccia inferiore è adagiata sul bagno di stagno fuso e la superiore ha una finitura a fuoco molto più liscia. |
| Intercapedine |
Lo spessore dell'intercapedine influisce in modo prevalente sulla trasmissione del calore della vetrata: ad esempio il valore del coefficiente di trasmissione termica K di 3 W/m2•°C, con una camera d'aria di 12 mm, può salire a 3,4 quando si ha uno spessore di 4 mm. Nel caso poi di una vetrata tripla, con due camere d'aria di 12 mm, il valore K può scendere fino a 2. Allo scopo di migliorare il potere di resistenza termica del vetro-camera e di ridurre nel contempo sensibilmente lo spessore dell'intercapedine, l'aria viene talvolta sostituita da gas nobili, generalmente argon, che sono stabili ai raggi ultra-violetti e presentano una conducibilità termica inferiore a quella dell'aria. Per migliorare invece il potere fono-isolante viene in certi casi proposto un gas molto pesante, ad esempio l'esafluoruro di zolfo SF6. E' importante che la perdita del gas per diffusione sia minima: è ammesso un valore annuale massimo dell'1%. La pressione all'interno del vetro-camera deve essere equilibrata con quella esterna: nei casi di differenze di pressione molto elevate i vetri-camera sono muniti in un angolo di compensatori o equalizzatori di pressione. |
| Massa volumica |
Il valore di 2,5 g/cm3, pari a 2.500 kg/ m3, significa che un metro quadrato di vetro pesa 2,5 kg per ogni mm di spessore. Per ricavare il peso di una lastra si deve pertanto moltiplicare la superficie in mq per lo spessore in mm e per 2,5. |
| Potere fono-isolante |
Il potere fono-isolante di un materiale viene espresso in termini di attenuazione del rumore e mediante l'indice di valutazione ISO alla frequenza di 500 Hz. Nel caso del vetro, con la variazione della frequenza delle onde sonore il potere fono-isolante presenta un minimo sui livelli più bassi per poi crescere lentamente con andamento sinusoidale per effetto di risonanze e più rapidamente per effetto di massa; esso presenta una netta diminuzione ad una frequenza critica, per effetto di coincidenza. |
| Processo float |
La produzione del vetro piano subisce una innovazione radicale con l'introduzione del processo float, brevettato dalla inglese Pilkington, che ha attualmente sostituito in tutto il mondo in modo prevalente i tradizionali procedimenti di tiratura. Consiste nel colare la massa di vetro fusa a 1500°C circa su un bagno di stagno fuso, in una atmosfera inerte e sotto un controllo continuo della temperatura. Dato il suo minore peso specifico, il vetro galleggia e assume la forma di una lastra, le cui facce sono esattamente parallele e di esse la superiore è levigata per l'azione del fuoco e l'inferiore per il contatto con lo stagno fuso. Lo spessore si attesta spontaneamente in modo uniforme su circa 6 mm. Il materiale si raffredda poi lentamente e gradualmente da 1500 a 30°C nel forno e viene poi tagliato in lastre. Le dimensioni massime sono di 320x620 cm. Questo sistema comporta una grande capacità produttiva e una eccellente qualità del prodotto. |
| Processo magnetronico |
Processo di deposizione superficiale a freddo, detto anche soft-coating o sputtering magnetico, viene effettuato fuori linea, in camere sotto vuoto spinto, che possono essere continue o separate secondo il numero e i tipi di gas di processo (argon, ossigeno, azoto). Il materiale metallico di rivestimento viene asportato da un elettrodo (catodo) per mezzo di un bombardamento da parte degli ioni del gas di processo, la cui concentrazione attorno al catodo viene aumentata per mezzo di magneti. Si utilizzano catodi di metalli nobili come argento e più raramente anche oro, oppure cromo, titanio, leghe nichel-cromo, alluminio, zinco, stagno, rame, ecc. Il deposito è costituito in genere da 3 o 4 strati, dei quali il primo assicura l'adesione al vetro e l'ultimo la protezione dagli agenti esterni, entrambi a base di ossido di piombo o di zinco o di alluminio: lo strato realmente basso-emissivo è costituito dal metallo puro o da ossidi, ossinitruri o nitruri che si formano per reazione chimica del metallo con i gas di processo. Il processo è discontinuo e richiede un impianto sicuramente più complesso e costoso rispetto a quello del sistema pirolitico, ma fornisce prestazioni nettamente migliori e riproducibili, permettendo di realizzare una gamma di prodotti estremamente vasta, con valori di trasmissione luminosa e di fattore solare molto differenziati, dipendenti dalla qualità del rivestimento e dal suo spessore. |
| Processo pirolitico |
Processo di deposizione superficiale a caldo, consiste nello spruzzare un deposito di ossidi metallici in modo intermittente sulla superficie riscaldata delle lastre o con un sistema brevettato direttamente sul nastro di vetro all'uscita dell'impianto float, prima del tunnel di ricottura. Vengono generalmente depositati film di ossidi di metalli, quali ferro, cromo, nichel, cobalto, alluminio, silicio, zinco e titanio. Questi tipi di coating hanno anche la proprietà di avere una buona conducibilità elettrica, che viene esaltata dall'introduzione di elementi detti droganti, per esempio del rivestimento ITO (ossido di indio drogato con ossido di stagno), utilizzato nei vetri a trasparenza variabile. Per ottenere rivestimenti basso-emissivi, i più importanti ossidi sono quelli di indio e soprattutto di stagno perché più economici. E' un processo relativamente semplice e poco costoso e conduce a prodotti facilmente temprabili e trasformabili, con pochi problemi di stoccaggio e di durata nel tempo. Le prestazioni non sono eccessivamente elevate, data l'impossibilità di ottenere depositi multistrato e di regolare lo spessore del film. |
| Prodotti vetrari di base |
Si intendono i prodotti che possono essere utilizzati tal quali in vetrate monolitiche oppure usati per ottenere prodotti vetrari speciali (riflettenti, basso-emissivi) o prodotti trasformati (vetri-camera, stratificati). Il vetro float (spesso chiamato cristallo) è il materiale di partenza per qualsiasi tipo di vetratura, ma lo sono anche i vetri colati laminati (detti anche greggi), che possono essere del tipo stampato ornamentale e del tipo retinato (armato).I vetri float e i colati possono essere chiari (incolori) e colorati e possono essere sottoposti alla operazione di tempera, che ne esalta alcune caratteristiche. Un'altra famiglia è quella dei vetri profilati. |