La provocazione di Oliviero Toscani : le italiane sono le peggiori.
Oliviero Toscani, il noto fotografo e pubblicitario milanese diventato famoso in tutto il mondo per le campagne pubblicitarie del gruppo Benetton, è stato ospite a Palazzo Carignano come testimonial del ciclo di incontri “Oltre i limiti” (progettati per Torino Young City).
Il titolo della serata l’ha dettato lui :"Uccidiamo le mamme!”.
A chi gli chiedeva “Toscani, che ne vuole fare di queste povere mamme?” ha risposto: “Povere mamme? Sono delle vipere. Sono le responsabili della assoluta mancanza di indipendenza dei figli, maschi in particolare. Ecco perché il maschio italiano è un uomo noioso, mai cresciuto, un infedele che ha bisogno della moglie a casa e delle due o tre amanti in giro, solo per gallismo, per compiacimento, per sopravvivere alla noia. Questo perché è sicuro che almeno una donna sulla terra lo considera il più bello, il più bravo, il migliore: la sua mamma. Non c’è mamma che non sia fiera se il figlio ha tante donne. Un disastro! – prosegue Toscani -
Gli italiani sono perenni giocherelloni e vigliacchi quando serve, sono ragazzi concavi per quanto stanno davanti al computer, credono che per trovare la propria strada bisogna essere sponsorizzati da qualcuno. Le mamme italiane si preoccupano e difendono il loro ragazzone di 50 anni compiuti: non è uno scempio educativo?
Noi maschi siamo il risultato delle nostre madri, non se ne esce. La donna italiana vuole fare solo la mamma quando ha figli, le interessa più del rapporto con l’uomo. Io ho due figli da una donna svedese, uno da una francese e tre da mia moglie norvegese: mai avrei sposato un’italiana. C’è una diversità di etica educativa sostanziale. Al mare ho visto una donna incinta immersa nell’acqua che, mentre stava lì a mollo, chiama e chiama il figlio, e urla per farsi sentire. Lui non risponde e lei continua a chiamarlo. All’estero è diverso. Secondo me bisognerebbe istituire un esame serio per diventare genitori: bisogna superare un esame persino per guidare un motorino, figuriamoci per educare un figlio!
Bisogna accendere i nostri ragazzi, noi invece prima gli abbiamo costruito un mondo organizzato e poi abbiamo spento la luce. I giovani stanno seduti, immobili, hanno paura di andare a sbattere, paura del buio. Vanno illuminati. Devono scrollarsi di dosso la mamma e tirare fuori la personalità, l’immaginazione. Devono mollare questo sistema sociale che ha sempre bisogno di un capo, sia rosso sia nero”.
Quando si dice “un provocatore nato”…..