L'Assemblea programmatica su efficienza e risparmio energetico ha discusso, durante il secondo appuntamento preparatorio degli Stati Generali della Green Economy del 7 e 8 novembre 2012, le 10 tesi per una road map verso l'efficienza ed il risparmio di energia.
Secondo Gianni Silvestrini, direttore scientifico di QualEnergia e del Kyoto Club, l'Italia pur avendo un'intensità di energia relativamente bassa, in questi ultimi 20 anni ha migliorato in modo poco significativo la propria posizione rispetto agli altri Paesi Europei che hanno introdotto manovre decisamente più drastiche e dai risultati più rilevanti.
Le 10 tesi:
1. Incrementare e razionalizzare gli investimenti e gli incentivi. Coinvolgere maggiormente le imprese negli investimenti in campo di risparmio energetico.
2. Creare un legame di forza e interscambio tra le diverse associazioni delle rinnovabili per efficientare il dialogo con il Governo.
3. Tenere conto, a livello normativo e delle incentivazioni, delle sinergie tra rinnovabili ed efficienza energetica destinate a rafforzarsi in settori come la nuova edilizia ad alte prestazioni energetiche, le smart grids e le riqualificazioni edilizie.
4. Intervenire ogni anno sul 3% del patrimonio edilizio dello Stato con interventi di riqualificazione energetica, così come previsto dalla nuova direttiva sull'efficienza energetica.
5. A partire dal 2015 i consumi degli edifici di nuova costruzione e in ristrutturazione dovranno essere ridotti di almeno il 20% rispetto a quanto previsto dalle norme attuali e preparare così il comparto dell'edilizia alla scadenza del 2021 quando tutte le nuove costruzioni dovranno essere "neary zero energy".
6. Rendere strutturali le diverse forme di incentivi per il risparmio energetico (in particolar modo il 55%) e proseguire al 2020 i Titoli di Efficienza Energetica in quanto valido strumento per consentire un risparmio annuo di 11-13 tonnellate equivalenti di petrolio.
7. Puntare sulla certificazione energetica degli edifici rendendola uno strumento efficacie così come avvenuto in precedenza per gli elettrodomestici.
8. Sostenere le piccole industrie che hanno difficoltà a comprendere i vantaggi di efficientamento energetico e deli incentivi ad essi legati.
9. Migliorare l'efficienza degli usi elettrici che presentano un doppio dividendo : a quello diretto si somma quello derivante dalla riduzione della necessità di costruire nuove centrali.
10. Stimolare soluzioni innovative per finanziare gli interventi di efficienza (deroghe al patto di stabilità per gli enti locali che si impegnano in questo percorso, finanziamento tramite terzi, fondi di rotazione, Energy performance contact, valorizzazione ESCo)