Da una recente indagine di Fondazione Impresa emerge che sono sempre di più gli Italiani che puntano sulla riduzione degli sprechi energetici della propria abitazione e all'edilizia verde.
L'analisi evidenzia come un Italiano su quattro abbia cercato informazioni sulla classe energetica della propria abitazione, anche in virtù dell'obbligo - scattato il primo gennaio scorso - di indicare l'indice energetico degli edifici anche sugli annunci immobiliari.
I risultati dell'indagine si basano sull'analisi dei comportamenti eco-sostenibili di un campione di 600 Italiani di cui il 25,4% del totale ha dichiarato di aver cercato attivamente informazioni in merito alla classe energetica della propria abitazione.
Maggiore invece la percentuale di coloro che hanno realizzato in concreto interventi di riqualificazione energetica dell'edificio di residenza, che si aggira intorno al 30,9% del campione: gli interventi maggiormente quotati sono stati la sostituzione degli infissi (39,8%), l'isolamento dell'edificio (31,0%) e la sostituzione degli impianti di riscaldamento (21,7%) ed infine solo una piccola parte per l'installazione di pannelli solari termici (6,6%).
Interventi tutti soggetti - secondo quanto stabilito dalla manovra economica del governo Monti - alle detrazioni irpef del 55%.
Secondo i ricercatori di Fondazione Impresa: "La combinazione di negawatt (risparmio energetico) e di greenwatt (energia rinnovabile), che trova espressione nell'edilizia sostenibile, è destinata infatti a coinvolgere un ampio insieme di categorie economiche (edili, installatori, etc.) e di professionisti (progettisti, architetti, certificatori energetici).
Gli Italiani, dato che risparmio energetico significa anche risparmio economico, sembrano essere sensibili alla questione. Resta da quanto e come gli attori economici e politici abbiano voglia di trasformare un simile interesse in una vera e propria occasione di business.
Tre sembrano le vie da percorrere: comunicazione e informazione ai cittadini, formazione di operatori e di professionisti specializzati, normative chiare e sicure che aumentino la fiducia degli operatori economici e degli investitori".
Il futuro per la bioedilizia sembra essere abbastanza roseo da quanto risulta dunque dalla ricerca: tra coloro che hanno dichiarato di non aver effettuato interventi di riqualificazione energetica degli edifici, quasi un individuo su 4 (21,8%) ha infatti intenzione per il prossimo futuro di operare scelte in tale senso.
Fonte: GreenBiz