Johnson Controls (Energy Efficiency Indicator) ha svolto uno studio su un campione di 3.500 tra proprietari di immobili, energy manager ed altre figure professionali coinvolte in attività come il controllo dei consumi energetici e l'approvazione di misure per diminuire tali consumi.
Le aree geografiche coinvolte sono: Europa, Stati Uniti e Canada, Cina, India, Brasile ed Australia.
Ciò che è emerso dallo studio è che l'85% considera decisiva la gestione dell'energia nell'ambito delle strategie ambientali. La percentuale ha subito un incremento del 15% rispetto al 2011 e del 25% rispetto al 2010.
Il 63% delle compagnie coinvolte ha investito nell'ultimo anno nel risparmio energetico (il 70% tra gli stati Uniti ed il Canada mentre il 53% in Europa) e la metà degli intervistati ha dichiarato di voler aumentare i propri investimenti rivolti alla green economy entro 12 mesi (in Cina è ben l'81% a vedere negli investimenti verdi il proprio futuro).
Le tecnologie maggiormente coinvolte in questa rivoluzione sono quelle per l'illuminazione, seguite da interventi sugli impianti di riscaldamento e raffrescamento e volti al risparmio delle acque.
I motivi che spingono la maggior parte delle imprese verso questa nuova filosofia green sono il risparmio sulle bollette e gli incentivi dei governi o delle utilities.
A tal proposito, il 35% delle persone coinvolte nell'indagine ritiene che gli incentivi fiscali producano i benefici maggiori per la riqualificazione energetica degli edifici. Mentre i principali ostacoli degli investimenti nell'efficienza energetica sono rappresentati dalla mancanza di finanziamenti, tempi di ritorno degli investimenti troppo lunghi e l'incertezza sui risparmi che si posso conseguire.