Scegliere una casa è sempre più una scelta orientata alla sostenibilità, al confort e al risparmio energetico, ovvero 3 elementi che favoriscono una migliore qualità della vita.
Ma il panorama edilizio che ci si trova di fronte è costituita all'80% da immobili notevolmente energivori. Questo è quanto le agenzie immobiliari hanno riscontrato in seguito all'obbligatorietà, entrata in vigore nel 2012, di fornire la certificazione energetica di tutti gli edifici posti in vendita o in affitto.
Lo stato di fatto evidenziato potrebbe comunque garantire una risorsa per la nostra economia, infatti se in Italia si avviasse un processo di riqualificazione edilizia si stima che creerebbero circa 30 mila nuovi posti di lavoro ed un giro di investimenti pari a 17.5 miliardi di euro.
Si stanno, a tal proposito, discutendo a Bruxelles le nuove direttive atte a raggiungere i target di abbattimento della CO2 previsti entro il 2020. (Il 35% della CO2 rilasciata in Italia è prodotta proprio dagli edifici).
Tra gli impegni previsti è considerato anche quello di riqualificare ogni anno il 3% di edifici pubblici riducendo significativamente il loro consumo di energia e aprendo un nuovo mercato creando un volano economico e occupazionale (è da sottolineare che il patrimonio edilizio delle Pubbliche Amministrazioni ammonta a 60 miliardi).
Le proposte che stanno nascendo, prima di entrare in vigore, dovranno passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio.
In Italia potrebbero esserci comunque delle difficoltà di applicazione nonostante le ottime prospettive di rilancio economico dovute alla difficoltà rappresentata dall'investimento iniziale, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando.