Per sostenere il settore è necessario spendere subito le risorse che ci sono: i vincoli che ostacolano la crescita competitiva del Paese, la durissima crisi delle costruzioni e le vie da imboccare per rimettere in moto il settore sono stati i temi centrali dell`intervento del presidente Paolo Buzzetti all`Assemblea Ance 2010 che si è tenuta a Roma, all`Auditorium Parco della Musica.
All`evento, che ha visto una massiccia partecipazione di imprenditori delle costruzioni e la presenza di numerosi rappresentanti di Governo, Parlamento e istituzioni, sono intervenuti, oltre al presidente dell`Ance, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia (in teleconferenza) e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
Dopo il saluto della presidente di Confindustria, che tra l`altro ha sottolineato i numerosi e fondamentali temi su cui si è concentrato l`impegno comune di Ance e Confindustria, il presidente Buzzetti nel suo intervento (che si allega) ha illustrato i numerosi nodi della durissima crisi che sta vivendo il settore, che alla fine del 2010 avrà perso il 17% degli investimenti rispetto al 2008, con conseguenze gravi sul fronte degli occupati e delle famiglie (200.000 posti di lavoro in meno).
Al centro dell`intervento del presidente Ance le gravi questioni che stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza di un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese che rappresentano uno degli assi portanti dell`economia del Paese: la forte riduzione di risorse per investimenti in infrastrutture; il mancato avvio del programma di opere medio-piccole (nonostante le risorse stanziate dal Governo); i ritardi nei pagamenti alle imprese; le norme fiscali, come l`Iva sull`invenduto, che danneggiano ingiustamente il settore; la stretta creditizia; il mancato avvio del Piano Casa e l`eccesso di norme negli appalti.
Un quadro preoccupante che le imprese non sono più in grado di sostenere, rischiando così di chiudere i battenti. Per rimettere in moto il settore - ha a questo proposito sottolineato Buzzetti - si rende necessario investire subito le poche risorse disponibili in interventi immediatamente cantierabili e dare avvio a importanti riforme non più rinviabili.
Il presidente dell`Ance non si è limitato a sottolineare i nodi da sciogliere, ma ha anche indicato una serie di proposte mirate a restituire efficienza e qualità al sistema dei lavori pubblici e a dare il via a progetti fondamentali, mai partiti proprio a causa di lentezze e sovrapposizioni burocratiche.
Tra le proposte Ance ricordiamo: migliore qualificazione delle imprese nei lavori pubblici; esclusione delle offerte anomale; progettazione di qualità; eliminazione dei vincoli al subappalto; incentivi volumetrici per la sostituzione edilizia; misure a tutela della concorrenza (soprattutto regole chiare e procedure snelle); avvio rapido delle white list su tutto il territorio nazionale; misure per l`innovazione e il risparmio energetico.
I lavori dell`Assemblea si sono conclusi con l`intervento del ministro Matteoli, che ha tracciato un bilancio del lavoro fatto dal Governo sul fronte delle opere pubbliche, illustrando in particolare lo stato di avanzamento del programma delle grandi opere, e ha garantito l`impegno del Governo, grazie agli interventi messi in campo, a dare impulso anche alle opere piccole e medie.
Il ministro ha inoltre ricordato l`importanza dell`approvazione, da parte dell`Esecutivo, del Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici. Condivise, in particolare, le richieste Ance relative alla necessità di soluzioni ad hoc per escludere le offerte anomale e di dare attuazione concreta al Piano Casa e ai programmi per edilizia scolastica e carceraria.
Scarica qui il pdf con la relazione del presidente dell`Ance Buzzetti:
relazione del presidente dellance buzzetti.pdf
Fonte: Ance